Come curare il reflusso gastroesofageo e la gastrite

Come curare il reflusso gastroesofageo e la gastrite

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è dovuta a una risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago. La causa principale è un malfunzionamento del cardias, la valvola che separa i due organi. I disturbi che provoca sono bruciore dietro lo sterno e rigurgiti acidi, soprattutto dopo i pasti.

La gastrite è un’infiammazione della parete interna dello stomaco. Può presentarsi in forma acuta oppure cronica. I disturbi che provoca – soprattutto nella forma acuta – sono dolori o bruciori nella parte alta dell’addome, che diminuiscono mangiando.

Entrambe le condizioni – una volta che sono state correttamente diagnosticate dal medico e controllate da un’adeguata terapia – possono trarre beneficio da alcune attenzioni nello stile di vita e nell’alimentazione.

Stile di vita

Attenzione al sovrappeso. Consultare il proprio medico per conoscere il proprio peso forma e seguire i suoi consigli su come ottenerlo.

Evitare il fumo e gli alcolici.

Cercare di limitare il più possibile le situazioni di stress.

Indossare abiti che non stringano il busto ed evitare cinture troppo strette. In relazione a ciò, cerca di evitare anche le compressioni a livello addominale (per esempio, per allacciarsi le scarpe è meglio piegarsi sulle ginocchia) e sforzi fisici a stomaco pieno.

In caso di reflussi gastrici notturni, dormire con la testata del letto un po’ rialzata (porre uno spessore di 10-20 cm sotto il materasso, per esempio un cuscino), per impedire la risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago durante il riposo.

Evitare l’assunzione di antidolorifici (e farmaci in generale) senza il parere del medico. Questi medicinali possono essere gastro-lesivi. Se indispensabili, il medico potrà valutare un’eventuale associazione con farmaci gastro-protettori specifici.

Dieta e alimentazione

Evitare i pasti abbondanti e consumati velocemente, soprattutto alla sera.
Meglio pasti piccoli e frequenti, masticando lentamente.

In generale, è bene limitare i cibi particolarmente ricchi di grassi – soprattutto se si tratta di grassi cotti (fritti, brodi e sughi di carne) – essendo più lenti da digerire.
Quindi attenzione a formaggi, burro, salumi, panna ecc., specialmente a cena.

Limitare il consumo di alimenti che aumentano l’acidità delle secrezioni gastriche e che ne favoriscono la risalita nell’esofago, come cola, caffè, tè concentrato, cioccolata, succo di pomodoro e succhi di frutta, soprattutto se di agrumi. Sulla menta esistono pareri discordanti.

Limitare i cibi piccanti e speziati.
Tra i condimenti, evitare cipolla e aglio.

Moderare l’assunzione di alcolici.
È consentito il vino (massimo a 12 gradi alcolici), con un consumo giornaliero che non superi 1/4 di litro, assunto sempre durante i pasti.

Evitare le bevande gasate, in quanto aumentano la distensione dello stomaco.

Evitare di ingerire cibi e liquidi troppo caldi.
La temperatura eccessiva può infatti provocare piccole lesioni all’esofago.

Concedersi una pausa a fine pasto (meglio una passeggiata, piuttosto che un “pisolino”), prima di tornare all’attività lavorativa.

Se ci si riposa in poltrona o sul divano, mantenere una postura eretta.

Attendere comunque almeno 2-3 ore prima di sdraiarsi dopo aver mangiato.

Per maggiori informazioni potete contattare il Dott. Giovanni Borghini scrivendo nel form di contatto

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